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Emozioni negative: esistono davvero?

Spesso siamo abituati a parlare di alcune emozioni come negative. Subito avrete pensato alla paura, alla rabbia, alla tristezza. Ma sono davvero così negative? Forse sarebbe meglio chiamarle “spiacevoli”, perché, quando le proviamo, non ci troviamo certo in una situazione piacevole.

Tutte le emozioni hanno una funzione adattiva, ci servono per sopravvivere (così come ogni aspetto del nostro essere). E allora quale può essere la funzione di emozioni che non ci piace provare per niente? La paura ci mette in uno stato generale di allerta, che ci permette di valutare quale sia la risposta migliore: attacco o fuga? La rabbia ci permette di reagire quando sentiamo di aver subito un torto o un’ingiustizia e di proteggerci. La tristezza ha la funzione fondamentale di farci adeguare ad una perdita significativa, ad esempio ad una grande delusione, comporta una caduta di energia ed entusiasmo verso le attività della vita; la chiusura in se stessi che accompagna la tristezza ci dà l’opportunità di elaborare, di comprendere le conseguenze di tali eventi nella nostra vita e, quando le energie ritornano, di essere pronti per nuovi progetti.

E allora perché nel linguaggio comune definiamo queste emozioni “negative”? Perché spesso ci sopraffanno e non riusciamo a contenerle. Esse perdono così la loro funzione adattiva. Lo psicologo può essere d’aiuto per imparare come regolare le emozioni e mantenersi in uno stato di equilibrio.

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