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Perchè la mindfulness?

Sempre più frequentemente si sente parlare di mindfulness, ma che ruolo ha questa pratica nella terapia?

Il termine mindfulness indica un concetto della lingua Pali che si traduce come "la capacità di tenere alla mente, di riportare alla mente qualcosa nel momento presente". In italiano viene spesso tradotta con "consapevolezza" o "attenzione consapevole". Si tratta di una pratica che ci permette di dirigere la nostra attenzione a ciò che accade nella mente e nel corpo, nel momento presente, ascoltando la propria esperienza e osservandola per quello che è, senza critiche o giudizio, ma restando semplicemente in ascolto di quello che c'è nel momento presente.


Nella vita spesso inseriamo il "pilota automatico", ovvero meccanismi automatici di pensiero spontanei e spesso del tutto inconsapevoli basati su routine e abitudini consolidate nel tempo. Alla lunga, rispondere con il pilota automatico agli eventi, soprattutto quelli stressanti, può portare all'incapacità di separare l'evento dalle reazioni che abbiamo avuto, lasciandoci con l'impressione che non possiamo fare nulla di diverso da ciò che stiamo già facendo. La mindfulness ci può aiutare ad entrare in contatto con i pensieri, i sentimenti, le emozioni e le sensazioni corporee e di decentrarci e disidentificarci da essi, valutandoli per quello che sono: eventi mentali transitori e non entità in grado di controllarci e guidarci.

Appare chiaro come tale pratica possa essere utile all'interno di un sostegno psicologico: essa consente un concreto cambiamento nelle modalità di funzionamento della mente e diviene la base per l'acquisizione di importantissime competenze emotive e relazionali, quali la capacità di auto-controllo, la regolazione dei sentimenti negativi, la resilienza, l'empatia e la compassione.

Di fronte agli esercizi di mindfulness le persone spesso si trovano spaesate e stranite e sentono che non è "qualcosa che fa per loro", questo perchè, come qualsiasi abilità, la capacità di essere consapevoli e presenti nel qui ed ora va allenata. È del tutto normale sentirsi distanti le prime volte che ci interfacciamo con questa pratica, perchè difficilmente siamo abituati a pensare a ciò che ci accade nel corpo, così presi come siamo dal tran tran della vita di tutti i giorni, dai pensieri e dagli impegni che affollano la nostra testa. Così come è del tutto normale che la mente ci porti su qualche riflessione "esterna", mentre stiamo meditando: "cosa mangio per cena?" "Domani devo fare quella commissione..." "Che fastidio al braccio, mi devo grattare!", per non parlare di pensieri ancora più disturbanti e intrusivi! È del tutto normale che la nostra mente sia "vagabonda", se ciò accade durante la pratica di mindfulness occorre semplicemente osservare il pensiero, accettarlo e riportare l'attenzione sul corpo.

Nella mia pratica trovo estremamente utile inserire piccoli esercizi di mindfulness, perchè essi permettono sia di regolare stati emotivi fortemente percepiti dal paziente, sia perchè, spesso, trascuriamo i segnali che ci manda il nostro corpo, troppo occupati a decodificare i segnali della nostra mente, che è, a volte, così potente da "nasconderci" alcune cose. Ma il corpo, invece, non mente mai!


Ecco un breve esempio di meditazione sui "pensieri che sono solo pensieri...":


Assumete una posizione comoda, con la nuca, il collo e la schiena allineati verticalmente. Potete immaginare anche di avere un nastro sulla testa che vi tira su verso il cielo per aiutarvi a mantenere la posizione. Le braccia sono delicatamente appoggiate sulle vostre cosce e le spalle sono morbide. E ora, piano piano, mentre continuate a sistemarvi nel momento presente, chiudete gli occhi e cercate di mantenerli chiusi o in alternativa abbassate lo sguardo.

Portate l'attenzione al vostro respiro, osservando come la vostra pancia si muove su e giù ogni volta che l'aria entra ed esce. Ancoratevi al vostro respiro per concentrarvi sul momento presente. Se vi succede di pensare a qualcosa, osservate solo che state avendo un pensiero e concedetevi piano piano di andare avanti. Lasciate che il pensiero fluttui, senza trattenerlo e senza cercare di scacciarlo, fate il meglio che potete per lasciarlo andare senza farvi catturare...

Adesso estendete la vostra attenzione a tutto il vostro corpo e ricordate, se qualche pensiero vi attraversa la mente, di lasciare gentilmente che vada via.

Non occupatevene, non trattenetelo e non cercate di scacciarlo.

Un pensiero è solo un pensiero. Rimanete nel momento presente. State qui seduti con consapevolezza, concedendovi di essere semplicemente così come siete.

E adesso, non appena vi sentite pronti, con il vostro tempo, riaprite gentilmente gli occhi. Guardatevi piano attorno, cercando di serbare nel cuore e nella mente la sensazione che state provando.


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